Mercato di Riferimento
   
     
 

BREVE ANALISI DEL MERCATO DI RIFERIMENTO

           Le trasformazioni politiche, economiche e culturali coinvolgono in modo diretto cittadini, organismi pubblici, privati e imprese.

L’attivazione e la gestione di processi di sviluppo a livello locale risulta quindi strettamente collegata a dinamiche globali, quali: l’avvento del Mercato Unico Europeo, la realizzazione dell’Unione Economica e Monetaria, nonchè la progressiva liberalizzazione degli scambi mondiali;
ne scaturisce che il contesto di riferimento per gli operatori socioeconomici, sia pubblici che privati, non è soltanto locale e nazionale ma sempre di più europeo e, più in generale, internazionale.
In particolare l’Unione Europea, con la sua legislazione, le sue politiche, i suoi programmi di finanziamento, assume importanza crescente all’interno delle realtà politiche e socioeconomiche nazionali, incidendo in modo profondo sulle politiche di programmazione e sviluppo locale.
La complessità della normativa, le problematiche di trasposizione e applicazione, i numerosi programmi di finanziamento caratterizzati da differenti finalità e procedure, rendono indispensabile un know how specifico a servizio di tutti gli operatori che vogliano cogliere le sfide poste dall’evoluzione in atto, minimizzando i rischi e sfruttando le opportunità.
Infatti le possibilità offerte dal credito agevolato sono numerose, ma spesso spaventano chi si affaccia a questo mondo per la loro complessità, per la mancanza di informazioni chiare e omogenee, per il linguaggio utilizzato, per il continuo rimando a ulteriori normative.
Malgrado che in questi anni siano state avviate numerose iniziative per avvicinare gli operatori economici alle opportunità offerte dai finanziamenti agevolati, i risultati ottenuti non sempre sono stati soddisfacenti.
A conferma di ciò vale ricordare che l’Italia è attualmente uno dei Paesi dell’Unione in cui il rapporto tra fondi spesi e fondi assegnati è più basso.
Negli U.S.A. un solo ente pubblico per ogni singolo Stato, si occupa delle esigenze finanziarie dell’azienda privata che nasce o si rinnova e che chiede il suo intervento: sono così a disposizione dell’imprenditore funzionari altamente specializzati che consigliano come meglio attivare la leva degli incentivi (visto che anche negli Stati Uniti, esistono e sono valorizzati quale strumento di sviluppo, sebbene il liberismo assoluto sia il più diffuso credo politico) verificando i benefici fiscali concedibili, analizzando anche le possibilità di ricorrere al credito ordinario. Uno scenario non tanto diverso da quello che siincontra in altri paesi come la Germania, dove queste funzioni sono assegnate ad agenzie appositamente costituite.
E’ facile quindi, trovare in altre economie avanzate, comunque a noi vicine, esempi distanti anni luce dallo scenario che offre l’Italia a coloro che, imprenditori di se stessi, all’inizio della propria attività o con l’obbiettivo di rinnovarla o ampliarla, decidano di valutare le opportunità che possono offrire gli incentivi pubblici.
Imprenditori, commercianti, liberi professionisti che assistono le aziende, in assenza di quelle strutturate presenti in altri Stati, potrebbero comunque provare ad individuare quale tra le leggi agevolative risponda meglio alle esigenze della propria attività, avendo a disposizione una guida, una sorta di testo unico dove fossero elencati in modo organico tutti i provvedimenti legislativi attuati nel tempo dalle Regioni, dallo Stato, o dall’Unione Europea.
Purtroppo allo stato attuale in Italia non è disponibile nemmeno tale strumento, perchè fino ad ora la legislazione agevolativa italiana, invece di rispondere a una logica programmatoria in cui il governo e le amministrazioni locali cercano di coordinare gli interventi a favore delle imprese, si è sviluppata sotto la spinta di situazioni di crisi succedutesi nel tempo.
Basta citare l’esempio degli aiuti al Mezzogiorno che fin dal dopo guerra è stato uno degli argomenti più dibattuti, per dimostrare l’incapacità della pubblica amministrazione di progettare una politica organica diinterventi agevolativi, mirata a favorire spontaneamente lo sviluppo tramite l’intervento straordinario.
Nei pochi casi in cui alcune leggi hanno avuto un buon riscontro in termini di diffusione e quindi di richieste, nessuno aveva poi provveduto ad informare i richiedenti che i fondi disponibili erano esigui e che una volta esauriti sarebbero passati anni per un loro rifinanziamento.
Come può un imprenditore programmare i propri investimenti, lo sviluppo della propria azienda basandosi su delle incertezze?
C’è da considerare poi che la probabile trasformazione dello Stato secondo un modello organizzativo decentrato, porterà sicuramente ad una proliferazione di leggi regionali, in quanto sarà aumentata l’autonomia delle amministrazioni locali a scapito dell’amministrazione centrale.
Ecco spiegata la diffusa sfiducia da parte del mondo produttivo verso la legislazione agevolativa, che viene vista dai più come un settore riservato ai “soliti noti”.
Anche i liberi professionisti, già oberati da un onere diaggiornamento costante nelle varie discipline aziendali, non possono seguire questo coacervo di leggi che si è venuto a creare, e quindi si limitano, in alcuni casi, a seguire solo alcuni provvedimenti più noti, subendo le crescenti richieste di informazione formulate dai clienti.

Inattesa quindi, che lo Stato crei queste strutture di supporto e che l’attuazione della normativa venga resa più semplice, ed armonizzata con le direttive dell’Unione Europea, per chi voglia svolgere una qualsiasi forma di consulenza in materia diventa indispensabile la scelta di un partner in grado di fornire tutti gli strumenti che si renderanno necessari.
 

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